dic 07 2009

Solo un gran senso di tristezza

Categoria: Caro diario, Ombrelestat @ 13:00

Capita di accorgersi di non conoscere una persona, anche se ci hai passato sette anni a fianco. Capita che le persone si trasformino, e di non riuscire più a vedere nemmeno una briciola di quello che c’era. Capita che cambino vita, e scelgano strade un tempo derise o rifiutate con sdegno.

E capita ti resti solo un gran senso di tristezza.

Questa è per te, che non la ascolterai mai.

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ago 18 2009

Il Jolly Roger tornerà a sventolare

Categoria: Meditazioni, Politiquelestat @ 16:49

jollyroger

Sebbene tu sia un tipo disonesto e così tutti coloro che si sottomettono a essere governati da leggi che i ricchi hanno fatto per la loro stessa sicurezza; poiché i cuccioli codardi non hanno altrimenti il coraggio di difendere quel che ottengono con l’intrigo, ma all’inferno te, all’inferno loro, quel branco di sciacalli furbi e tu che li servi come un pacco di teste vuote dal cuore di gallina. Ci denigrano, gli infami, quando c’è solo questa differenza: loro rubano ai poveri grazie alla copertura della legge, e noi saccheggiamo i ricchi grazie alla protezione del nostro coraggio.

Non cedere al compromesso, non scendere a patti, resistere e continuare a combattere è ormai l’unica strada… e allora forza! Issate il Jolly Roger sulle vostre vele! Yo-ho!

Il pirata è colui che cavalca le onde come l’uccello scivola sull’aria, senza briglie, senza altre leggi che la propria libertà.

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lug 09 2008

Cosa resta di noi?

Categoria: Caro diario, Ombrelestat @ 16:38

NoiMalinconia, nel pensare che ieri e oggi dovevamo essere noi.
Noi, a guardare gli appartamenti, a valutarne i prezzi, l’arredamento.
Noi, a vedere la nostra vita proiettata in 50 metri quadri, che per quanto pochi fossero, sarebbero stati, finalmente, nostri.

E invece, sono io.
Io, con i miei pensieri.
Io, con i miei conti in tasca.
Io, con l’amaro in bocca e una vita che non è più noi.

Da bambino, presto o tardi, finivo per rompere tutti i giocattoli che mi regalavano. La sensazione è la stessa.

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feb 15 2008

C’est la vie.

Categoria: Caro diario, Raggi di lucelestat @ 21:45

Forse hai ragione, la notte fa paura
ma siedi accanto al fuoco e il buio si dirada.

Credimi amore,
il sole arde solo per chi si sa scaldare.

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dic 21 2006

L’inviolabile diritto alla morte

Categoria: Attualità, Meditazioni, Ombre, Politiquelestat @ 16:44

Welby e la moglie

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

(fonte: Costituzione Italiana )

Ho un’idea abbastanza definita della libertà che dovrebbe essere garantita dal nostro Paese, un’idea che molto spesso non corrisponde a quello che in realtà permettono le leggi.
In questo caso, però, mi pare che la legge (anzi, qualcosa sopra la legge: la Costituzione) parli chiaro. E forse è anche per questo che non mi sono interessato al caso per tutto questo tempo; lo trovavo, anzi, una scocciatura inutile, in un TG.
Ascoltando più attentamente, però, ho notato che non tutto era così semplice e ovvio come pensavo io. E questo mi ha fatto sorgere una sola domanda:

PERCHE’?

Perché una persona non ha il diritto di decidere quando ha sofferto abbastanza? Perché una scelta che coinvolge l’intimo più profondo di una persona, e non certo una scelta semplice, dev’essere politicizzata e strumentalizzata, e oggetto di scontri tra due classi politiche?
In poche parole, perché non ci è garantito il diritto alla morte?

Se avesse potuto, l’avrebbe fatto lui.

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