Capita di accorgersi di non conoscere una persona, anche se ci hai passato sette anni a fianco. Capita che le persone si trasformino, e di non riuscire più a vedere nemmeno una briciola di quello che c’era. Capita che cambino vita, e scelgano strade un tempo derise o rifiutate con sdegno.
E capita ti resti solo un gran senso di tristezza.
Malinconia, nel pensare che ieri e oggi dovevamo essere noi.
Noi, a guardare gli appartamenti, a valutarne i prezzi, l’arredamento.
Noi, a vedere la nostra vita proiettata in 50 metri quadri, che per quanto pochi fossero, sarebbero stati, finalmente, nostri.
E invece, sono io.
Io, con i miei pensieri.
Io, con i miei conti in tasca.
Io, con l’amaro in bocca e una vita che non è più noi.
Da bambino, presto o tardi, finivo per rompere tutti i giocattoli che mi regalavano. La sensazione è la stessa.
La profondità la troviamo nel blu, sia in teoria che in pratica, se lo lasciamo agire, in qualsiasi forma geometrica, su di noi. La vocazione del blu alla profondità è così forte, che proprio nelle gradazioni più profonde diviene più intensa e intima. Più il blu è profondo e più richiama l’idea di infinito, suscitando la nostalgia della purezza e del soprannaturale.
Moonlight, turn your face to the moonlight,
let your memory lead you.
Open up, enter in,
if you find there the meaning of what happiness is,
then a new life will begin.
Ma col tempo poi, come la neve caduta,
come l’acqua sui vetri
anche il cuore si asciuga,
e tu speri soltanto di dimenticare
che è vietato al tuo cuore il bisogno d’amore.
Sto perdendoti
(e quando accadrà
il demonio del grande rammarico
il mio girovagare dovrà
fuggire ovunque,
inseguito dalla colpa)
Di quel che sciupai
ben più sciuperò
fra i timori e l’inettitudine,
e a ogni persa occasione o viltà
la tua fine in me
crescerà come un’onta.
Canto il bene che ti vorrei,
chiuso tra le pene
di un’inesprimibile prigione che mi opprime.
Canto il nulla che prenderai
dalle folli mie pene,
e non mi è di consolazione sapere
che son figlie anch’esse di te.
Stai guardandomi…
Ti sento…lo sai?
ma non serve a farti raggiungere
da un afflato di umanità.
E apatia ti dò,
anelando alla dolcezza.