Recentemente sono stato tacciato da più parti di essere diventato profondamente anticlericalista, e me ne è stato domandato il perché.
La motivazione è alquanto semplice, e terribile proprio per la sua semplicità: nella mia concezione di “Chiesa” il Santo Padre dovrebbe occuparsi della salute dell’anima dei cattolici, mentre Benedetto XVI sembra essersi dimenticato di questo compito fondamentale per divertirsi a muovere le pedine sulla scacchiera del più redditizio gioco di potere chiamato “politica“.
Già in occasione del referendum di giugno ha fatto subito sentire la propria voce, minacciando di scomunica il povero cristiano che si fosse azzardato a dire quello che pensava, costringendo i poveri preti di parrocchia a promuovere incontri a supporto del veto imposto dal Vaticano.
In più occasioni successive il carattere repressivo della politica di questo Papa (ma non dimentichiamo il famigerato cardinal Ruini, forse il male peggiore…) si è manifestato nuovamente, arrivando fino a metter bocca anche sulla Devolution, cioè su un argomento che riguarda un altro Stato (ovvero l’Italia, non il loro caro Vaticano).
In ultima, fresca fresca è l’unica notizia che riguarda realmente il mondo della Chiesa: il richiamo all’ordine per i monaci Francescani.
Da bambino a catechismo si evidenziava sempre l’estrema umiltà dei francescani, e ho ancora vivido il ricordo dell’iniziale cacciata di Francesco da parte di Innocenzo III, che temeva di doversi privare delle ricchezze accumulate dalla Chiesa (leggi la storia di Francesco).
Non penso mi biasimerete se mi torna un po’ la paura che la Chiesa di oggi abbia una gran voglia di tornare a giocare in politica come faceva nei Secoli Bui.
Leggete una lettera di un prete delle Piagge in Firenze pubblicata appena prima dell’elezione del nuovo Papa, e confrontatela con le scarpe di Prada sfoggiate dal Santo Padre.
Finché il pastore è intento ad allargare la sua recinzione, chi dà da mangiare alle pecore?
Insomma, sono fiero di essere anticlericale, se significa essere contro questo tipo di Chiesa.
Io credo che a questo mondo
esista solo una grande Chiesa
che passa da Che Guevara
e arriva fino a Madre Teresa;
passando da Malcom X, attraverso
Gandhi e San Patrignano,
arriva da un prete in periferia
che va avanti nonostante il Vaticano.

