Solo una piccola parola, doverosa, per chi riesce a farmi aprire le giornate di lavoro con un sorriso e con il cuore almeno un po’ più leggero. E un grosso saluto a Prospero, e anche a Cianci, che per discrezione non avevo ancora salutato se non nel mio cuore.
I gatti sono veramente creature strane. In casa nostra, abbiamo deciso di non prenderne più, visto che non duravano (non ho prove certe, ma la vicina vecchia è fortemente sospetta).
Possono sembrarti eterni, tanta è la loro flemma e la loro indolenza, ma, senza dirti nulla, ad un certo punto non li vedi più. Spariscono. Nel nulla.
Mi piace pensare che siano loro, a perdere te. Perché, alla fine, sono loro che comandano.
Ecco quindi un piccolo omaggio a quattro mici, tre dei quali passati per la mia famiglia, e uno per quella di Silvia. Non sono gli unici, sono solo
quelli di cui avevo le foto a portata di mano. Gli altri mi limiterò a chiamarli e ringraziarli: Pagnocca, Ashura, Simba, MaoLollo, Seth, PiccoloTeo, Incognito, Mimizitina e Miu.
Grazie a tutti voi.



