ott 16 2007

La mia Auschwitz. Note semiserie di viaggio, parte II

Categoria: Caro diario, Viaggilestat @ 19:34

Flash #6

Il malefico trillo del cellulare che dovrebbe svegliarmi per raggiungere la colazione prima che venga assaltata dalle altre 43 persone. La faccia di Enrico mentre usciamo contemporaneamente dalle rispettive camere. La colazione a paneburroemarmellata, bagnata da un surrogato di caffè.
Le facce stanche di chi è andato a letto alla mia stessa ora. Pedro finché scopre che il letto includeva anche le coperte.
La corsa verso il luogo d’incontro con la corriera, mentre cerchiamo di far svegliare i soliti ultimi (o meglio, le solite ultime).
L’arrivo alla corriera che non c’è. Autisti in ritardo, rabbia e un Kontor (l’ufficio di cambio) che salva la situazione permettendoci di
raccimolare un po’ di moneta locale per sopravvivere durante questi giorni.
Pronti. Partenza. Via.

Flash #7

Il quartiere ebraico di Cracovia, il Centro di Cultura Ebraica. Siamo in pericoloso ritardo, ma il “rettore” ci accoglie con benevolenza. Wanda
traduce in simultanea. Alcune facce sono stanchissime, il clima da conferenza non aiuta; la lezione di Gianni che riesce a tenermi l’attenzione alle stelle malgrado il sonno imperante. Il ragazzo davanti al mio posto appoggia la testa sul sedile, e la rialzerà solo alla fine.
I 240 flash che partono ad intermittenza ricordando un albero di natale.
La bandiera della Pace in ebraico che si è fatta 24 chilometri da Perugia ad Assisi, e ora riposa a Cracovia.

*** FLASH ***

Il ristorante, il brodino, il privè con la musica disco dove fumiamo per l’ultima volta. Sara e Giovanna che si aggregano al privè a fine pranzo.
I locali di Cracovia sono costruiti quasi tutti sotto terra.

Flash #8

Tempo libero. Wanda che ci porta in centrocittà alla piazza del mercato.
Tanti ninnoli, spade, scudi, portaceneri e carte da gioco, sull’altra piazza invece un palco con un gruppo folkloristico locale che danza in
abito polacco. Freddo e qualche goccia di pioggia.

*** FLASH ***

Il fiatone per la lunga corsa, come al solito siamo in ritardo, ma tanto gli altri lo sono di più. Recuperate le quattro guide, i quattro gruppi
con più o meno entusiasmo girano per i percorsi turistici della città.
Per me, solamente una buona occasione per qualche scatto, e mi perdo gran parte delle spiegazioni finché i doccioni del castello e i tetti
spioventi di Cracovia mi riempiono gli occhi e l’obbiettivo. Cerco di guardare le persone più che la città, e qualche sguardo mi comunica
noia, un altro interesse, altri entusiasmo, altri ancora un disperato bisogno di tornare a casa per scaldarsi e fare pipì.

*** FLASH ***

Qualche polacco già ubriaco, qualche clochard si rannicchia in un angolo allungando solo la mano col piattino che resta vuoto.
Si paga per entrare anche nella SanMarco di Cracovia, e decido di restare a sbadigliarmene fuori.

*** FLASH ***

Pioggia. Qualcuno non ce la fa più. Giovanna coraggiosamente fa da testa di ponte chiedendo di rilasciare il gruppo. Come Mafalda, si gioca a “bomba atomica”; le pareti con mattoni nudi dell’Indigo Pub, ovviamente sotterraneo, ci avvolgono mentre sorseggiamo una birra con sciroppo di lamponi.
Facce stanche e felici e vogliose di shopping.

*** FLASH ***

Il mercato coperto, le mille lucine, le due troiatine che porto a casa ai miei, il cavaliere di Giovanna, gli anelli delle Amichette d’Europa.
La sparizione di Serena.

Flash #9

“Sei sicura di conoscere la strada per tornare in ostello?”
“Certamente!”
A strada sbagliata e mezz’ora di cammino residuo, accoccolati e infreddoliti in quattro sotto la tettoia di un tram, manca solo il cane.
Un tizio che sorride dal finestrino. Principessa, Contessa e Duchessa che cominciano a manifestare la loro vera natura.

Flash #10

Il ristorante, di nuovo, che non si può più fumare perché a pranzo abbiamo forse esagerato. Di nuovo il privé. Il massaggio di Nicola.
Giovanna che mostra il mitico “MaiPiùSenza” e la scacchiera con le matrioske.

*** FLASH ***

Il rientro in ostello che avviene in due fasi perché si dimenticano di noi all’interrato. Gli autieri velenosi. Stravaccamento in sala comune,
una mezz’oretta abbondante di relax, i ragazzi dell’ITIS, Emiliano e Assenzio e voci alte e creme da corpo e massaggi a Nicola.

*** FLASH ***

Di nuovo il centro, altro pub sottoterra. VodkaEmela con un tenore alcolico di -10. Altro giro altra corsa. Cazzo sono ancora sobrio. Sob.
Reggo l’alcol troppo bene.

*** FLASH ***

Ostello, due superstiti dell’ITIS, il bagno messo malissimo. “Mi manca il mio ragazzo…”, “Ah, vedo bene come ti consoli!”. L’orologio che
batte le quattro e mezza. Io che scivolo sul divano morto di sonno. Gli schiaffi e le mosse da wrestling di Serena e Valentina per resuscitarmi.
Chi ha detto che ne ho voglia?

*** FLASH ***

“Ciro, dai, andiamo che domattina ci si sveglia presto”, “Ok Pedro”.
Svenire sul letto. La sveglia nel cellulare.
Un’ora e mezza di sonno è tutto quello che potrò sfruttare per tenere gli occhi ben aperti all’indomani.

*** FLASH ***

..more to come…

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ott 16 2007

La mia Auschwitz. Note semiserie di viaggio, parte I

Categoria: Caro diario, Viaggilestat @ 09:02

Stamattina mi sono svegliato, e dopo essermi accertato che non ci fosse alcun invasore in vista, mi sono fermato un momento a fissare il vuoto, lasciandomi passare, come in un film di Lynch, centinaia di immagini davanti agli occhi.

FLASH #1

Notturno. Persone infreddolite che si raccolgono in gruppetti, valigie in spalla, macchine che arrivano, scaricano, ripartono.
Un po’ spaesato, cerco facce amiche e trovo Valentina che lo diventa.
Poi ne arrivano altre.

*** FLASH ***

Le lampade nel corridoio centrale della corriera si spengono. Comincio a capire che il sonno sarà utopia per le prossime tre notti.

*** FLASH ***

Ultimo autogrill d’Italia. I miei polmoni che reclamano nicotina.
L’ultimo caffè degno di questo nome che berrò fino a domenica sera.

*** FLASH ***

Nuovi volti giostrano attorno ai miei occhi. I cuscini da viaggio degli Young Days che io non ho. Francesca con cuscino vero e coperta in pile.
Enrico e Cecilia che vorrebbero dormire, ma sono nella fila davanti a me, loro malgrado.

FLASH #2

Luce. Un autogrill austriaco nel quale sembra abitare la Principessa Sissi. Un caffè che sembra un cappuccino, un cappuccino che sembra un caffè con panna. Il ritrovato fumo nei locali pubblici.
Le prime difficoltà con l’inglese, che non sono così elevate quanto pensavo. I muscoli rattrappiti e doloranti per il sonno in corriera.

*** FLASH ***

Le partite a Uno e a briscola. Miriam, Chicca, Vale, Francesca, Luca, Gabriele. Enrico e Ceci che c’hanno rinunciato. Il cuscino da corriera che si sgonfia.

 

FLASH #3

L’atmosfera delle gite alle superiori. Alcuni dormienti che cercano invano di mantenere il proprio stato (i soliti due di prima). La frontiera slovacca, l’inculata pagando in Euro, ancora nuove facce, bel sole, più freddo. Eliche per energia eolica.
L’autista al cellulare che prende l’uscita dell’autostrada finché il navigatore sta urlando disperatamente “Va dritto” e il conseguente panorama sulla campagna viennese.
Le code infinite al bagno, che ci accompagneranno in qualsiasi occasione di pranzo.

*** FLASH ***

Centoquaranta persone che si fermano a mangiare panini di plastica, e quattro arditi che si avventurano a duecento metri, trovano una baracca da camionista, e pranzano a salsicce e crauti. A posteriori, il ringraziamento che al volante non ci fosse il napoletano di sabato mattina.

FLASH #4

Altri autogrill. La dogana polacca. Il soldato che sale a controllare i documenti. La ragazza albanese “indesiderata” in Polonia che riesce ad ottenere un permesso di transito per 5 giorni, il ragazzetto con la foto staccata dalla carta d’identità che invece di cercarla continua a ridere.
Nervosismo, isteria, qualcuno cerca di stare calmo, altri non ci riescono. Io che non ci riesco e mi trasformo, come al solito, nel giullare della baracca.
Francesco che fuma scocciato.

FLASH #5

La Polonia. Le evidenti cicatrici del regime. Spazi vasti e poco popolati. Atmosfera agghiacciante e affascinante.
La crescente idrofobia nelle persone.

*** FLASH ***

Il ristorante. Il menu che impareremo a conoscere alla perfezione: pastina in brodo, patate, carotine, cotoletta e dolce secco. Un qualcosa che ricorda vagamente il caffè e costa 2€. La consapevolezza che senza Szloty non puoi comprare nulla, anche se la Polonia è europea.

*** FLASH ***

Il primo ostello. I minuti di tensione per cercare gli altri. L’inizio della fine del rapporto tra Wanda e il Napoletano. L’ostello, finalmente.
Una doccia calda, caldissima, solo perché ci entro per secondo.
L’uscita a prendere una birra che non costa praticamente nulla, assieme alle Amiche d’Europa, al giornalaio, a Pedro e, ovviamente, ad Enrico.

*** FLASH ***

Una passante con un bellissimo inglese finché ci dice che possiamo “trrryyy” a pagare in Euro. Il giornalaio che si infila in un pub ad inviti senza averne uno. Serena che ingolla più di mezzo litro di birra dopo aver fatto storie per prenderne una piccola. I polacchi che tentano di turlupinarci senza riuscirci.
Il rientro in ostello e la mezza dozzina di persone sbragate a fumare nella sala comune.
La prospettiva delle prime vere 4 ore di sonno.

*** FLASH ***

..more to come…

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