lug 24 2008

Alice e Tim Burton – update!

Categoria: Arte, Attualità, Filmlestat @ 09:44

Alice

Leggo e riporto da CineBlog:

Tim Burton sta pensando di girare una sua personale versione di Alice nel paese delle meraviglie. I nomi per la protagonista sono tanti. Si era pensato a Evan Rachel Wood (la fidanzata di Marilyn Manson), a Ryan Nikole Parker (sconosciuta ai più ma che ha lavorato molto in tv), a Lindsay Lohan… e a Johnny Depp.

Mia WasikowskaIndubbiamente mi stuzzica non poco pensare a quello che il genio visionario di Burton potrà tirare fuori dal mio personaggio letterario preferito, e dalla folle assurdità del libro di Carroll; se unite al magnifico Johnny, beh… non vedo l’ora che esca!!!


Aggiornamento: sempre Cineblog riporta che l’attrice scelta sarebbe Mia Wasikowska: non male, come faccino.

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lug 09 2008

Foto perfette per un mondo imperfetto

Categoria: Arte, Meditazionilestat @ 19:14

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gen 18 2007

Psycho Circus

Categoria: Arte, Ipse dixitlestat @ 13:09

Hello, here I am!
Here we are,we are one
I’ve been waiting for this night to come
Get up! Now it’s time for me to take my place
The make-up runnin’ down my face
We’re exiled from the human race.You’re in the psy – You’re in the psycho circus
You’re in the psy – You’re in the psycho circus
I say welcome to the show.I’ve been waiting here to be your guide
So come, reveal the secrets that you keep inside
Step up! No one leaves ’til the night is done
The amplifier starts to hum, the carnival has just begun.

You’re in the psy – You’re in the psycho circus
You’re in the psy – You’re in the psycho circus
Yeah I say welcome to the show

I, I’ve been waiting here to be your guide
So come, reveal the secrets that you keep inside
Step up! No one leaves ’til the night is done
The amplifier starts to hum, the carnival has just begun.

You’re in the psy – You’re in the psycho circus
And I say welcome to the show

Kiss, Psycho Circus

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gen 17 2007

Critica l’arte e mettila da parte

Categoria: Arte, Ipse dixit, Meditazionilestat @ 19:32

“Il ruolo di chi crea e il ruolo di chi ‘fa la critica’ sono distinti, ma solo in un senso, cioè che chi crea deve anche imparare ad essere critico (di se stesso oltre che degli altri) mentre un critico può tranquillamente fare a meno di essere un artista.”

dal Corso di Sceneggiatura di Gianfranco Manfredi .

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dic 18 2006

Can we?

Categoria: Arte, Caro diario, Meditazionilestat @ 12:24

I can remember / standing by the wall / and the guns shot above our heads.
And we kissed / as though nothing could fall / and the shame / was on the other side.
Oh we can beat them / for ever and ever / then we can be Heroes / just for one day.

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apr 05 2006

Io, se fossi dio

Categoria: Arte, Meditazioni, Politiquelestat @ 18:04

So che è lunga, e che probabilmente senza sentirla cantare perde tanto, tanto del suo valore, ma, dopo essermi astenuto a lungo da commenti per evitare di essere tacciato da partigiano, oggi, a pochi giorni dalle elezioni, vorrei lasciare che a parlare sia una delle più belle canzoni, purtroppo aspramente censurata, e ancora oggi sconosciuta a tantissimi. Oggi, come la prima volta in cui l’ho ascoltata (circa 6-7 anni fa) mi rendo conto di come sia di una terrificante attualità.

Spero che questo possa renderti un altro po’ di giustizia, Giorgio.

Io se fossi Dio
(e io potrei anche esserlo, sennò non vedo chi!)
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente:
non sarei mica un dilettante!
Sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o, meglio ancora, a criticare, appunto…
cosa fa la gente.

Per esempio il piccolo borghese, com’è noioso!
Non commette mai peccati grossi!
Non è mai intensamente peccaminoso!
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sweda
lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero e molto distaccato
come dovreste essere voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare:
avrei fatto un uomo migliore.
Sì vabbe’, lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e sull’amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po’ meglio!
Infatti non è mica normale che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna!
che viene da dire:
ma dopo, come fa a essere così carogna?

Io se fossi Dio
non sarei ridotto come voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante!
Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente
non capita sempre
e anche l’avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l’Asia e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli…

Finora abbiamo scherzato,
ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio
tira fuori tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese è solo un po’ coglione,
che quell’uomo è proprio un delinquente, un mascalzone,
un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia…
Io come Dio inventato, come Dio fittizio,
prendo coraggio e sparo il mio giudizio
e dico: Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!
così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti e specialmente… tutti.
Che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete:
avete ancora la libertà di pensare,
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento!
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti!
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano!

Sì vabbe’, lo ammetto:
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia…
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora del regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli…

Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente:
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le palle,
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle!

E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forze, ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo…
E tutti quelli che fanno questo gioco
c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo,
che siano untuosi democristiani
o grigi compagni del piccì.
Sono nati proprio brutti o, per lo meno, tutti
finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall’alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare a Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione;
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole

anche quando non sembra… o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola “compagno” non so chi te l’ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata.
Compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino

ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio
e dall’altra si riempiono le galere
di gente che non c’entra un cazzo…
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili e di idiozia
che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov’è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi!
Compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro!…
Compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti!
Fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli…

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe per il Giudizio universale!
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale:
perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati
e per le bombe.
Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.

Io come Dio, non è che non ne ho voglia.
Io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili!
Ma come uomo, come sono e fui,
ho parlato di noi, comuni mortali:
quegli altri non li capisco, mi spavento,
non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere.
Di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.

Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l’immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c’è tra noi e “gli innominabili”:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento.
Ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politici
sarei severo come all’inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio
.
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politicante qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l’unico statista!

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di trent’anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido perché, logicamente…
io se fossi Dio,
la terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono!

E allora va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io…

Giorgio Gaber, “Io, se fossi dio”

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nov 24 2005

Al tuo fianco, sono a casa…

Categoria: Arte, Caro diario, Ipse dixitlestat @ 17:23

A volte sorprende ascoltare una canzone.
Sorprende scoprire che un’altro brano di un’altro artista, un brano che hai amato e (perché no) addirittura dedicato alla tua ragazza, è in
realtà la cover di quello che stai ascoltando.

Avrò ascoltato Black Celebration una o forse due volte in vita mia, anni fa. Non ne andavo pazzo, preferivo Violator e Songs of faith and devotion.
Così, non mi sono mai accorto (e nessuno me l’ha mai detto), fino ad oggi, che uno dei miei pezzi preferiti dei Bluvertigo, ovvero Complicità (7ma traccia di Acidi e basi), è in realtà la cover di Here is the House, 8va traccia di Black Celebration dei Depeche Mode.

Riguardando la copertina del CD, c’è anche scritto:

7. Complicità (Here is the house)

..e tutt’ora penso mi piaccia ancora di più Complicità vuoi per il valore affettivo, vuoi per la voce più calda di Morgan rispetto a quella di Dave ai tempi della registrazione, vuoi per le parole italiane, vuoi perché sostanzialmente la musica è la stessa (forse i Bluvertigo l’hanno fatta appena un pelo più “soft” e meno elettronica).

Resta il fatto che i Depeche Mode continuano a sorprendermi, canzone dopo canzone, anche a distanza di quasi vent’anni (Black Celebration è del 1986), e la sorpresa di scoprire una delle pochissime cover che reggono il confronto mantenendo la forza e la poesia dell’originale, grazie alla bravura di Morgan.

E come possa, una canzone, far tornare alla mente tante cose, tanti ricordi, ma anche farti sentire a casa

Here is the house
where it all happens,
those tender moments
under this roof.
Body and soul
come together
as we come
closer together,
and as it happens
it happens
here in this house.And I feel your warmth,
and it feels like home,
and there’s someone
calling on the telephone.
Let’s stay home,
it’s cold outside
and I have so much
to confide to you.With or without words
I’ll confide everything.

Here is the house
where it all happens,
those tender moments
under this roof.
Body and soul
come together
as we come
closer together,
and as it happens
it happens
here in this house.

So we stay at home
and I’m by your side
and you know
What’s going on inside
Inside my heart,
inside this house,
and I just want to
let it out for you.

And I feel your warmth,
and it feels like home…
And I feel your warmth,
and it feels like home…

Se ci credi,
se hai fiducia in me
con un patto
noi ci consacreremo,
senza gli abiti,
senza affanni,
incontro ai viaggi
dell’immaginazione…Sembra casa mia,
sembra pace.
Sembra casa tua,
sembra nostra…Complicità,
il sogno di sempre
su questo pianeta
solo noi due.
Spirito e corpi disgiunti,
poi in un istante congiunti,
ma io mi sento
il sangue pulsare in te.

Ritrovare in noi
la Divina Idea,
la calma dolce
di chi si parla
nel silenzio delle parole
suoni, sguardi,
visioni e passioni…

Sembra casa mia,
la mia chiesa,
sembra casa tua,
sembra nostra…

Complicità,
il sogno di sempre,
su questo pianeta
solo noi due.
Spirito e corpi disgiunti,
poi in un istante congiunti,
ma io mi sento
il sangue pulsare in te.

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nov 10 2005

Un gradito ritorno…

Categoria: Arte, Raggi di lucelestat @ 17:24

Ma bene! Prima i DP, e adesso un disco che aspettavo da un pezzo… ragazzi, potrei quasi essere musicalmente appagato fino a fine anno!

Heaven ablaze in our eyes,
we’re standing still in time;
the blood on our hands is the wine,
we offer as sacrifice.

Come on and show them your love:
rip out the wings of a butterfly;
for your soul, my love,
rip out the wings of a butterfly.
For your soul…

This endless mercy mile
we’re crawling side by side,
with hell freezing over in our eyes
Gods kneel before our crime.

Come on, let’s show them your love:
rip out the wings of a butterfly;
for your soul, my love,
rip out the wings of a butterfly.
For your soul,
rip out the wings of a butterfly,
don’t let go,
rip out the wings of a butterfly,
for your soul…

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ott 28 2005

Damaged People

Categoria: Arte, Ipse dixitlestat @ 11:47

Se ancora non avete ascoltato il nuovo disco dei Depeche Mode correte a comprarlo…

Damaged People

We’re damaged people
drawn together
by subtleties that we are not aware of…
Disturbed souls
playing out forever
these games that we once thought we would be scared of.

When you’re in my arms
the world makes sense;
there is no pretense
and you’re crying.
When you’re by my side
there is no defense,
I forget to sense,
I’m dying…

We’re damaged people
praying for something
that doesn’t come from somewhere deep inside us;
depraved souls
trusting in the one thing,
the one thing that this life has not denied us

When I feel the warmth
of your very soul
I forget I’m cold
and crying…
When your lips touch mine
and I lose control
I forget I’m old
and dying…

(Depeche Mode, “Damaged people”)

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mar 29 2005

Inno alla Morte

Categoria: Arte, Ipse dixitlestat @ 00:07

Chi è colui così gagliardo e così forte
che possa vivere senza poi morire?
E da colei ch’è tutto, Madonna Morte,
l’anima sua possa far fuggire?La Morte schifosa, la Morte lasciva!
La Morte! La Morte! La Morte che arriva!
La Morte, la Morte, dolcissima e amara,
la Morte che avanza nella notte chiara.La Morte di pietra, la Morte di neve,
la Morte che viene con passo lieve;
la Morte che dona, la Morte che prende,
la Morte che ruba, la Morte che rende.

La Morte che passa, la Morte che sta,
La Morte che viene, la Morte che va.
La Morte che arriva con il suo dolore,
e avvolge ogni cosa con il suo fulgore.

La Morte regina senza scettro e corona.
La Morte! La Morte! La Morte in persona!
La Morte! La Morte! La Morte furiosa,
la Morte maligna, la Morte pietosa.

La Morte sicura, la Morte carogna,
la Morte che ha il muso di un topo di fogna.
La Morte bizzarra,la Morte normale,
la Morte che viene a lenire ogni male.

La Morte che vive, la vita che muore,
la Morte! La Morte! La Morte nel cuore!
La Morte ha danzato, la Morte civetta.
La Morte ti ha scelto, la Morte ti aspetta!

La Morte trionfante, la Morte gloriosa!
La Morte! La Morte! La Morte tua sposa!
La Morte ha danzato, la Morte tua sposa,
la Morte maligna, la Morte pietosa.

(l’ho trovata rivisitata in varie salse, ve l’ho riproposta nella versione che mi sembrava più significativa)

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