“Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non saremo arrivati.”
“Sì, ma dove andiamo?”
“Non importa, l’importante è andare.”
Ieri si è spenta la voce italiana della beat generation, una persona che ha saputo trasportare ai nostri occhi in modo superbo quanto semplice autori che hanno segnato, credo, la vita di molti ragazzi. La mia, prima di tutto.
E’ Fernanda che devo ringraziare se On the road campeggia in bella vista nella mia libreria, se ho conosciuto Ginsberg e amato Easy Rider, se a tutt’oggi sogno di riuscire un giorno a percorrere l’agognato coast to coast. Ma non è solo questione di viaggio, è questione di libertà,di lunghi capelli al vento, di spazi sterminati, di cieli aperti senza confini. E’ questione di vita, una vita gustata e respirata fino all’ultimo, con tutti i suoi malanni e le sue gioie.
Il mio epitaffio per te sarà rileggere Spoon River, e pensarti in quest’ultimo viaggio, un’ultima volta on the road.

“Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non saremo arrivati.”
agosto 19th, 2009 at 20:41
[...]Questi, cencioso in un cappotto tarmato che si era portato apposta per il clima rigido dell’Est, s’allontanò da solo, e l’ultima volta che lo vidi fu mentre svoltava l’angolo della Settima Avenue, gli occhi fissi sulla strada davanti a sé, e di nuovo tesi verso di essa. Povera piccola Laura, bambina mia. Le avevo raccontato tutto di Dean e per poco non si mise a piangere.
“Oh, non avremmo dovuto lasciarlo andare così.[...]