ott 16 2007

La mia Auschwitz. Note semiserie di viaggio, parte I

Categoria: Caro diario, Viaggilestat @ 09:02

Stamattina mi sono svegliato, e dopo essermi accertato che non ci fosse alcun invasore in vista, mi sono fermato un momento a fissare il vuoto, lasciandomi passare, come in un film di Lynch, centinaia di immagini davanti agli occhi.

FLASH #1

Notturno. Persone infreddolite che si raccolgono in gruppetti, valigie in spalla, macchine che arrivano, scaricano, ripartono.
Un po’ spaesato, cerco facce amiche e trovo Valentina che lo diventa.
Poi ne arrivano altre.

*** FLASH ***

Le lampade nel corridoio centrale della corriera si spengono. Comincio a capire che il sonno sarà utopia per le prossime tre notti.

*** FLASH ***

Ultimo autogrill d’Italia. I miei polmoni che reclamano nicotina.
L’ultimo caffè degno di questo nome che berrò fino a domenica sera.

*** FLASH ***

Nuovi volti giostrano attorno ai miei occhi. I cuscini da viaggio degli Young Days che io non ho. Francesca con cuscino vero e coperta in pile.
Enrico e Cecilia che vorrebbero dormire, ma sono nella fila davanti a me, loro malgrado.

FLASH #2

Luce. Un autogrill austriaco nel quale sembra abitare la Principessa Sissi. Un caffè che sembra un cappuccino, un cappuccino che sembra un caffè con panna. Il ritrovato fumo nei locali pubblici.
Le prime difficoltà con l’inglese, che non sono così elevate quanto pensavo. I muscoli rattrappiti e doloranti per il sonno in corriera.

*** FLASH ***

Le partite a Uno e a briscola. Miriam, Chicca, Vale, Francesca, Luca, Gabriele. Enrico e Ceci che c’hanno rinunciato. Il cuscino da corriera che si sgonfia.

 

FLASH #3

L’atmosfera delle gite alle superiori. Alcuni dormienti che cercano invano di mantenere il proprio stato (i soliti due di prima). La frontiera slovacca, l’inculata pagando in Euro, ancora nuove facce, bel sole, più freddo. Eliche per energia eolica.
L’autista al cellulare che prende l’uscita dell’autostrada finché il navigatore sta urlando disperatamente “Va dritto” e il conseguente panorama sulla campagna viennese.
Le code infinite al bagno, che ci accompagneranno in qualsiasi occasione di pranzo.

*** FLASH ***

Centoquaranta persone che si fermano a mangiare panini di plastica, e quattro arditi che si avventurano a duecento metri, trovano una baracca da camionista, e pranzano a salsicce e crauti. A posteriori, il ringraziamento che al volante non ci fosse il napoletano di sabato mattina.

FLASH #4

Altri autogrill. La dogana polacca. Il soldato che sale a controllare i documenti. La ragazza albanese “indesiderata” in Polonia che riesce ad ottenere un permesso di transito per 5 giorni, il ragazzetto con la foto staccata dalla carta d’identità che invece di cercarla continua a ridere.
Nervosismo, isteria, qualcuno cerca di stare calmo, altri non ci riescono. Io che non ci riesco e mi trasformo, come al solito, nel giullare della baracca.
Francesco che fuma scocciato.

FLASH #5

La Polonia. Le evidenti cicatrici del regime. Spazi vasti e poco popolati. Atmosfera agghiacciante e affascinante.
La crescente idrofobia nelle persone.

*** FLASH ***

Il ristorante. Il menu che impareremo a conoscere alla perfezione: pastina in brodo, patate, carotine, cotoletta e dolce secco. Un qualcosa che ricorda vagamente il caffè e costa 2€. La consapevolezza che senza Szloty non puoi comprare nulla, anche se la Polonia è europea.

*** FLASH ***

Il primo ostello. I minuti di tensione per cercare gli altri. L’inizio della fine del rapporto tra Wanda e il Napoletano. L’ostello, finalmente.
Una doccia calda, caldissima, solo perché ci entro per secondo.
L’uscita a prendere una birra che non costa praticamente nulla, assieme alle Amiche d’Europa, al giornalaio, a Pedro e, ovviamente, ad Enrico.

*** FLASH ***

Una passante con un bellissimo inglese finché ci dice che possiamo “trrryyy” a pagare in Euro. Il giornalaio che si infila in un pub ad inviti senza averne uno. Serena che ingolla più di mezzo litro di birra dopo aver fatto storie per prenderne una piccola. I polacchi che tentano di turlupinarci senza riuscirci.
Il rientro in ostello e la mezza dozzina di persone sbragate a fumare nella sala comune.
La prospettiva delle prime vere 4 ore di sonno.

*** FLASH ***

..more to come…

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