
Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
(fonte: Costituzione Italiana )
Ho un’idea abbastanza definita della libertà che dovrebbe essere garantita dal nostro Paese, un’idea che molto spesso non corrisponde a quello che in realtà permettono le leggi.
In questo caso, però, mi pare che la legge (anzi, qualcosa sopra la legge: la Costituzione) parli chiaro. E forse è anche per questo che non mi sono interessato al caso per tutto questo tempo; lo trovavo, anzi, una scocciatura inutile, in un TG.
Ascoltando più attentamente, però, ho notato che non tutto era così semplice e ovvio come pensavo io. E questo mi ha fatto sorgere una sola domanda:
PERCHE’?
Perché una persona non ha il diritto di decidere quando ha sofferto abbastanza? Perché una scelta che coinvolge l’intimo più profondo di una persona, e non certo una scelta semplice, dev’essere politicizzata e strumentalizzata, e oggetto di scontri tra due classi politiche?
In poche parole, perché non ci è garantito il diritto alla morte?

